Viaggio di studio o di lavoro in Australia: tutto ciò che è utile sapere

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Se state preparando un viaggio di studio o di lavoro in Australia, è bene conoscere una serie di informazioni utili prima di partire. I ragazzi che non hanno superato i 30 anni di età possono richiedere la Working Holiday Visa, un visto di vacanza lavoro che permette di vivere in Australia e lavorarci fino ad un massimo di due anni. Tale visto può essere richiesto solamente dai cittadini di determinati paesi, tra cui rientra anche l’Italia. Il costo del Working Holiday Visa è di 420 dollari ed il pagamento va effettuato online. Può essere richiesto dai ragazzi che hanno già compiuto il 18esimo anno di età e che non devono avere 31 anni già compiuti. Nel caso in cui la domanda venisse rifiutata, oppure per qualsiasi motivo siete impossibilitati a partire, perderete l’intera somma che avete versato in quanto non è rimborsabile. Potete quindi entrare in Australia tramite il Working Holiday Visa, ma entro 12 mesi dal rilascio del visto, e rimanere per un periodo di un anno. Potete restare in Australia fino a 4 mesi per motivi di studio, e fino a 6 mesi per motivi di lavoro, dopodiché bisogna lasciare il paese per farvi ritorno successivamente, fino alla scadenza del visto.

C’è anche un altro modo per poter entrare in Australia, si tratta del cosiddetto Standard Business Sponsorship, che è una sorta di sponsorizzazione del datore di lavoro. Come funziona? Il datore di lavoro sponsorizza il proprio lavoratore proveniente dall’estero presso il governo australiano, prolungando la permanenza fino a 4 anni, quindi di gran lunga superiore al Working Holiday Visa. Ottenere lo Standard Business Sponsorship però è tutt’altro che facile, dal momento che richiede al datore di lavoro di assumersi diversi oneri. Quest’ultimo infatti deve farsi carico della responsabilità giuridica e finanziaria relativa alla permanenza del lavoratore straniero, dovendo accollarsi anche tutte le spese di alloggio e di pagamento del visto. Scaduti i 4 anni però è possibile richiedere la Permanent Residency, con la quale si può restare in Australia a tempo indeterminato.

Bisogna poi fare un discorso approfondito sul sistema sanitario australiano, il Medicare, che è abbastanza diverso da quello italiano. Il Medicare è un servizio gratuito offerto e gestito dallo stato australiano. Tutti i residenti quindi possono usufruire di cure mediche e consulti gratuiti presso ogni struttura ospedaliera pubblica. Negli ospedali privati invece lo stato si fa carico del pagamento del 75% delle spese mediche. E’ un servizio garantito però ai residenti, gli stranieri possono usufruirne solo se dispongono di un visto permanente. Bisogna tuttavia specificare che gli italiani che si trovano in Australia, anche per turismo, possono godere del Medicare fino a 6 mesi dal loro arrivo. Si può ottenere la tessera Medicare presso gli appositi uffici. Anche chi non possiede la tessera è comunque coperto dall’assistenza del Medicare, ma dovrà pagare di tasca propria le spese mediche, per poi essere rimborsato in un secondo momento entro 3 mesi.

Per potersi recare in Australia è necessario procurarsi una traduzione asseverata dei carichi pendenti e del casellario giudiziale, che può essere fornita da un’agenzia di traduzione professionale

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